Zuccalà: Sant’Oronzo da salvare e la burocrazia che distrugge Lecce

Anche quest’anno nello splendido Comune di Lecce si è svolta la Festa di Sant’Oronzo, tra i santi più ammirati della città. Quest’anno a chiudere la festa in maniera colorata e roboante è stato il festival pirotecnico leccese, con le tre batterie di fuochi d’artificio sparate dalla contrada Masseria Grande, mezz’ora dopo mezzanotte. Purtroppo anche in questa occasione di esplosivo vi è anche la notizia dei festeggiamenti del santo con tutte le polemiche legate alla tutela e conservazione della statua di Sant’Oronzo. Da quando, alla fine di gennaio del 2019, Sant’Oronzo ha momentaneamente smesso di essere presente durante i festeggiamenti, andando a soggiornare nell’androne di Palazzo Carafa, ha preso il via un importante dibattito sulle operazioni di restauro ed il futuro della statua, sulle inefficienze burocratiche che non permettono un sano restauro e forse ancor di più su ciò che la statua del Santo rappresenta per il territorio leccese.

Nel 2019, dopo alcune ricerche universitarie che dimostrarono l’urgenza di interventi di restyling, necessarie a causa della situazione di precarietà della storica statua del Santo, la società di produzione e trattamento di formulati in nanotecnologia, 4ward360, presieduta dall’innovativa imprenditrice Sabrina Zuccalà, è stata interpellata da chi stava effettuando il restauro in aiuto alla comunità di Lecce sottoponendo gratuitamente il monumento alle prime analisi per un trattamento conservativo nanotecnologico al fine di garantire, nel tempo, il mantenimento delle condizioni ottenute a seguito del restauro e consentire il restauro conservativo grazie a tali trattamenti innovativi, intervenendo in maniera precisa su tutte le porzioni del monumento.

I formulati prodotti da 4ward360 sono assolutamente ecologici, biologici e atossici e furono studiati specificamente dai laboratori della società sulla base delle informazioni che furono consegnate nella scheda tecnica dei prodotti utilizzati per il restauro della statua del Santo. Una prassi simile al percorso compiuto dalla società 4ward360 insieme al compianto già assessore ai Beni Culturali della Regione Sicilia, Sebastiano Tusa, per la conservazione, avvenuta con successo, del relitto navale di Marausa. Purtroppo, nonostante la volontà di Sabrina Zuccalà e della società 4ward360 all’incontro e al dialogo con tutte le parti in causa, con le istituzioni, la Soprintendenza, l’Università e la società che nel 2019 stava eseguendo la cura della statua, una serie di dinieghi, lungaggini burocratiche e inefficienze amministrative, fecero saltare il grande progetto messo a disposizione gratuitamente alla comunità di Lecce da parte dell’imprenditrice.

Quest’anno, con il giungere della nuova festività, numerosi sono stati i cittadini che hanno ricordato sui social network la vicenda della statua argentea di Sant’Oronzo, di recente riconsegnata al Comune ed esposta all’ingresso di Palazzo Carafa dopo un costosissimo lavoro di restauro che ha mutato negativamente, nel corso degli ultimi anni, il pathos dei cittadini nei confronti della festività. Sulla vicenda è intervenuta anche Sabrina Zuccalà che ha ricordato e dichiarato: “La nostra disponibilità al recupero del laboratorio monumentale rappresentato dalla Città di Lecce è ancora viva. Sono molti i monumenti che hanno necessità di trattamenti in nano-materia per il rafforzamento dei materiali e la conservazione dei beni culturali. Avevamo proposto un nostro intervento, gratuitamente, per far comprendere alla città l’importanza di tutelare i beni culturali. La nostra proposta non fu accettata a causa della burocrazia e delle clientele partitocratiche e attualmente il restauro della Statua ha avuto dei costi enormi per la cittadinanza. I cittadini ricordano ciò che è accaduto e sono in molti a lamentarsi sui social network, chiedendo chiarezza e trasparenza su tale vicenda. A tale appello mi aggiungo anche io, ribadendo che con i fondi del PNRR oggi è ancora più determinante procedere a conservare e tutelare i beni culturali della città per continuare a far ammirare la bellezza storica e architettonica di Lecce alle nuove generazioni ai tantissimi turisti che ogni anno raggiungono la Puglia e Lecce. Chissà se un giorno saremo riascoltati. La nostra disponibilità è sempre presente”.

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